domenica 12 marzo 2017

Gioele 2,12-17

 

 

Gioele 2,12-17

 

12 «Or dunque - parola del Signore -
ritornate a me con tutto il cuore,
con digiuni, con pianti e lamenti».
13 Laceratevi il cuore e non le vesti,
ritornate al Signore vostro Dio,
perché egli è misericordioso e benigno,
tardo all'ira e ricco di benevolenza
e si impietosisce riguardo alla sventura.
14 Chi sa che non cambi e si plachi
e lasci dietro a sé una benedizione?
Offerta e libazione per il Signore vostro Dio.
15 Suonate la tromba in Sion,
proclamate un digiuno,
convocate un'adunanza solenne.
16 Radunate il popolo, indite un'assemblea,
chiamate i vecchi,
riunite i fanciulli, i bambini lattanti;
esca lo sposo dalla sua camera
e la sposa dal suo talamo.
17 Tra il vestibolo e l'altare piangano
i sacerdoti, ministri del Signore, e dicano:
«Perdona, Signore, al tuo popolo
e non esporre la tua eredità al vituperio
e alla derisione delle genti».
Perché si dovrebbe dire fra i popoli:
«Dov'è il loro Dio?».

1 commento:

  1. [...]esca lo sposo dalla sua camera
    e la sposa dal suo talamo.
    Tra il vestibolo e l'altare piangano
    i sacerdoti, ministri del Signore, e dicano:
    «Perdona, Signore, al tuo popolo
    e non esporre la tua eredità al vituperio
    e alla derisione delle genti».
    Perché si dovrebbe dire fra i popoli:
    «Dov'è il loro Dio?».

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