mercoledì 15 novembre 2017

Da "Ritorno al Reale" di Gustave Thibon




"Definire la libertà come indipendenza nasconde un pericoloso equivoco. Non esiste per l'uomo indipendenza assoluta (un essere finito che non dipenda da nulla, sarebbe un essere separato da tutto, eliminato cioè dall'esistenza). Ma esiste una dipendenza morta che lo opprime e una dipendenza viva che lo fa sbocciare. La prima di queste dipendenze è schiavitù, la seconda è libertà. Un forzato dipende dalle sue catene, un agricoltore dipende dalla terra e dalle stagioni: queste due espressioni designano realtà ben diverse. Torniamo ai paragoni biologici che sono sempre i più illuminanti. In che consiste il "respirare liberamente"? Forse nel fatto di polmoni assolutamente "indipendenti"? Nient'affatto: i polmoni respirano tanto più liberamente quanto più solidamente, più intimamente sono legati agli altri organi del corpo. Se questo legame si allenta, la respirazione diventa sempre meno libera e, al limite, si arresta. La libertà è funzione della solidarietà vitale. Ma nel mondo delle anime questa solidarietà vitale porta un altro nome: si chiama amore. A seconda del nostro atteggiamento affettivo nei loro confronti, i medesimi legami possono essere accettati come vincoli vitali, o respinti come catene, gli stessi muri possono avere la durezza oppressiva della prigione o l'intima dolcezza del rifugio. Il fanciullo studioso corre liberamente alla scuola, il vero soldato si adatta amorosamente alla disciplina, gli sposi che si amano fioriscono nei "legami" del matrimonio. Ma la scuola, la caserma e la famiglia sono orribili prigioni per lo scolaro, il soldato o gli sposi senza vocazione. L'uomo non è libero nella misura in cui non dipende da nulla o da nessuno: è libero nell'esatta misura in cui dipende da ciò che ama, ed è prigioniero nell'esatta misura in cui dipende da ciò che non può amare. Così il problema della libertà non si pone in termini di indipendenza, ma in termini di amore. La potenza del nostro attaccamento determina la nostra capacità di libertà. Per terribile che sia il suo destino, colui che può amare tutto è sempre perfettamente libero, ed è in questo senso che si è parlato della libertà dei santi. All'estremo opposto, coloro che non amano nulla, hanno un bello spezzare catene e fare rivoluzioni: rimangono sempre prigionieri. Tutt'al più arrivano a cambiare schiavitù, come un malato incurabile che si rigira nel suo letto." (p. 109-110)

venerdì 10 novembre 2017

"Il Sistema per Uccidere i Popoli" di Guillaume Faye

Una proposta di lettura:


IL SISTEMA PER UCCIDERE I POPOLI
Faye, Guillaume
AGA editrice, 2017

L’essenza economica e tecnica del nuovo potere mondiale, appannaggio dell’alta finanza, seppellisce progressivamente le tradizionali forme di direzione politica; questo sistema non ha bisogno di capi, ma solo di esecutori. Alle decisioni degli Stati nazionali subentrano le scelte strategiche prese dalle grandi multinazionali e dalle reti bancarie internazionali, speculatori privati e società anonime. Anche i paesi dell’est – un tempo soggetti all’ideologia comunista – e quelli del terzo mondo non sfuggono alla tenaglia delle multinazionali, fornendo la manodopera al ‘sistema’. L’origine e il destino che legava le comunità politiche, i ‘misteriosi’ lineamenti, le differenze che caratterizzavano i popoli tendono ad annullarsi, di fronte all’omogeneizzazione dei costumi e dei consumi dell’homo oeconomicus. La forma politica della nazione, retta da uno Stato, è stata uccisa dalla vasta ‘impresa planetaria’ di massificazione e spersonalizzazione, figlia dell’ideologia egualitaria partorita in occidente nel diciottesimo secolo. Senza territorio, ma presente ovunque, questa piovra gigantesca – simbolo dell’attuale civilizzazione -, si fonda sull’organizzazione dell’economia e sulla distruzione delle culture comunitarie.

Nuova edizione, 228 pagine, 20 €

Cfr. anche risorse su Faye qui 

https://guillaumefayearchive.wordpress.com/2007/07/14/il-sistema-per-uccidere-i-popoli/

mercoledì 8 novembre 2017

Episodi di Fantascienza sul CorServa

 


Prelevo dal Corriere parte di questo articolo, unicamente per sottolineare quanto si possa NON essere d'accordo con una visione imposta, e che cozza platealmente con la realtà.
Quando l'ideologia è più forte anche del tangibile dato quotidiano.

http://www.corriere.it/cultura/17_ottobre_24/saggio-filosofa-donatella-di-cesare-bollati-boringhieri-1570d8e0-b8d8-11e7-a7ba-70fb0e628aa0.shtml?refresh_ce-cp

estraggo:  
"Nei libri di storia, che non asseconderanno la narrazione egemonica, si dovrà raccontare che l’Europa, patria dei diritti umani, ha negato l’ospitalità a coloro che fuggivano da guerre, persecuzioni, soprusi, desolazione, fame. 
Anzi l’ospite potenziale è stato stigmatizzato a priori come nemico. Ma chi era al riparo, protetto dalle frontiere statali, di quelle morti, e di quelle vite, porterà il peso e la responsabilità." 

l'Eu avrebbe negli ultimi 30 anni negato ospitalità agli immigrati?? E da quando in qua? Un'occhiata ai quotidiani? alla cronaca? alla città o paese in cui si vive?

Ma come può essere vera questa affermazione dal momento che tutte le ex nazioni europee sono completamente rimescolate e formate da 40 micropopoli ciascuna (quale era intenzione da parte degli USA per indebolire la vecchia Europa delle nazioni, e da parte delle banche fin da subito)?

Mai vista una banlieue?

O i quartieri in cui gli autoctoni non possono più nemmeno entrare?

Non è reale affermare che la Ue blinda i suoi confini contro le immigrazioni. Solo di recente hanno presidiato un po' i confini i paesi del gruppo di Visegrad, ma per il resto ogni ex frontiera e costa è DA DECENNI un colabrodo.


Poi risponderei alla 2nda parte dell'articolo. Sia politici sia religiosi, per es il card. Biffi, ammonirono di selezionare l'immigrazione in base alle necessità del paese ospitante e in base alle affinità e alle possibilità di integrazione. 
Sono stati stigmatizzati loro. Il risultato è nella cronaca. Ma non c'è da aspettarsi molto dai quotidiani dei banchieri.
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aggiornamento:
anche parte delle catastrofi quotidiane pare non sempre vadano come ci raccontano.

cfr.

 http://www.ilgiornale.it/news/cronache/false-verita-disinformazione-buonista-1463308.html

cito: "Da dispersi che risorgono a morti che nessuno ha mai visto: il doppiogioco dei moralisti da sbarco. Così le ong ingannano i media..."

martedì 7 novembre 2017

Gli ortodossi russi celebrano Benedetto XVI: “Fermo oppositore di ogni compromesso sulla fede”

Da Il Foglio:

di Matteo Matzuzzi

Gli ortodossi russi celebrano Benedetto XVI: “Fermo oppositore di ogni compromesso sulla fede”

"Il Patriarcato di Mosca pubblica le opere del Papa emerito. Il metropolita Hilarion: “Ratzinger si oppone alla tendenza creativa superficiale che mostra oggi il cristianesimo in occidente. A lui è legata la battaglia per la difesa dei valori cristiani”


Roma. Il metropolita di Volokolamsk, Hilarion, si è recato personalmente al monastero Mater Ecclesiae, in Vaticano, per consegnare a Benedetto XVI una copia del volume “Teologia della liturgia. La fondazione sacramentale dell’esistenza cristiana”, tradotto in russo e pubblicato dalle edizioni del Patriarcato di Mosca. Si tratta del volume XI dell’Opera omnia di Joseph Ratzinger. La prefazione è curata dallo stesso Hilarion, che scrive: “Al nome di Papa Benedetto XVI è legata la battaglia per la difesa dei valori cristiani tradizionali e, a un tempo, quella per la riscoperta e la riaffermazione della loro attualità nella moderna società secolarizzata”.

“Papa Benedetto – prosegue Hilarion nel testo ripreso dall’Osservatore Romano – ha spesso espresso la sua profonda simpatia per l’ortodossia e da sempre ritiene che, a livello teologico, gli ortodossi siano i più prossimi ai cattolici. Non è un caso che proprio lui sia stato uno dei primi membri della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa, a seguito della sua fondazione nel 1979. Da teologo, Ratzinger ha fatto sforzi enormi per chiarire la questione del primato del vescovo di Roma, spostando l’accento da una visione giuridica del primato a una sua comprensione primariamente come testimonianza cristiana di tipo particolare e come servizio all’unità nell’amore. Egli è stato sempre fermo oppositore di qualsiasi compromesso nel campo della dottrina della fede, indicando, giustamente, che l’unità — per principio possibile tra Oriente e Occidente — deve essere preparata con cura, deve maturare sia spiritualmente sia a livello pratico, grazie anche a profondi studi di carattere teologico e storico”.
 

L’auspicio è “che la pubblicazione in Russia del volume Teologia della liturgia rappresentasse non solo un attestato di grande stima per l’autore ma anche che attirasse l’attenzione dei nostri lettori alla lettura del volume”. Joseph Ratzinger – prosegue il metropolita ortodosso – “si oppone alla tendenza alla ‘creatività’ superficiale che talvolta mostra oggi il cristianesimo in Occidente, ovvero alla tendenza allo svuotamento del contenuto autentico della liturgia e della sua finalità di essere incontro e legame vitale con Dio e con il suo creato. In tal senso alcune questioni trattate nel libro — come a esempio le innovazioni nel rito e gli esperimenti liturgici quali la liturgia domenicale senza sacerdote — riguardano soprattutto una sfera di problemi del cattolicesimo. Perciò è importante che il lettore russo — che ha molto sentito parlare delle tendenze modernistiche nel cattolicesimo contemporaneo — possa conoscere lo sguardo critico di uno dei più grandi teologi cattolici dell’epoca moderna sul tema della rottura dolorosa con la tradizione avvenuta nel periodo successivo al concilio Vaticano II e sulle difficoltà di cui è irta la strada dell’aggiornamento”.

La pubblicazione in Russia del volume è stata resa possibile dalla collaborazione tra la casa editrice del Patriarcato di Mosca, l’associazione “Sofia: idea russa, idea d’Europa”, l’accademia Sapientia et Scientia, la Fondazione Ratzinger e la Libreria editrice vaticana. Nei prossimi mesi, a Mosca, avrà luogo la presentazione del volume, nella cornice della Scuola teologica del Patriarcato."

Ancora news sulla questione gender: ormoni somministrati ai minori?





Mentre sulle teorie gender le politiche culturali attuali tendono ad argomentare sempre che si tratta solo di studi con la mera finalità di liberazione da tabù pro causa femminista e pro cause LGBT per limitare le fobie o in vista di una differente autodeterminazione, 
segnaliamo una notizia che risale al 27 ottobre. Se così fosse in questo caso non si tratterebbe nemmeno di autodeterminazione del sè, perchè si parla di minori e di ormoni somministrati quando non si ha sufficiente lume, data l'età,  per.....autodeterminarsi.

Estraggo da qui:

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/gender-follia-nel-lazio-arriva-protesta-1457153.html

"Gender-follia nel Lazio, arriva la protesta"
Gender in regione Lazio. Proteste dal movimento giovanile di Fdi per un convegno tenuto da una dottoressa che somministra ormoni ai minori
 

Gender e proteste in regione Lazio. Il presidente Zingaretti ha ospitato, questa mattina, un convegno dal titolo "Le varianze di genere in età evolutiva", iniziativa organizzata dall’Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere-ONIG, in collaborazione con il Servizio di Adeguamento tra Identità Fisica ed Identità Psichica – SAIFIP, A.O. San Camillo-Forlanini.
 

Tra i relatori, la discussa dottoressa Polly Carmichael, medico celebre per utilizzare la somministrazione di ormoni ai bambini, ormoni che inibiscono lo sviluppo sessuale. Il tutto nella sua clinica londinese.Fabio Roscani, presidente di Gioventù Nazionale, ha organizzato una "tempesta di post" su Facebook "contro la follia gender". Si legge nel comunicato di Gn: "La proposta del movimento giovanile della Meloni, per sensibilizzare sul tema, è di pubblicare su Facebook dei cartelli con scritto "I bambini non si toccano" e utilizzare l'hastag #GenderFollia". Roscani, inoltre, ha contestato proprio la presenza della dottoressa Polly Carmichael come relatore. Quest'ultima sarebbe la responsabile dell'unica clinica che nel Regno Unito tratta casi di fluidità sessuale nei minorenni. La donna sarebbe una delle principali sostenitrici della bontà di queste terapie nei confronti del Dig, cioè del "disordine nell'identità d'igenere", rinominato "disforia di genere" nel DSM-V.
Il Dig, si legge qui, "consiste nell’identificazione nel sesso opposto a quello di appartenenza e può colpire anche i minori".
Un disturbo che sarebbe indipendente dall'orientamento sessuale e che non dovrebbe essere confuso con esso. Il trattamento della Carmichael, insomma, consisterebbe nel somministrare ormoni in grado di bloccare lo sviluppo sessuale del bambino, in attesa che scelgano a quale sesso appartenere in futuro.
"Chiediamo al Presidente Zingaretti di aderire anche lui alla nostra iniziativa per prendere le distanze da ciò che avviene nella sua regione -scrive Roscani in un post su Facebook- "Altrimenti ci aspettiamo che follia per follia, presto si organizzino dei convegni non scientifici per dire e convincerci che la Terra è piatta ed è il sole a girarle intorno", conclude.
Contrari e scandalizzati, quindi, gli esponenti di Fratelli d'Italia. Tra questi l'ex consigliere regionale ed ex capogruppo del Pdl in regione Lazio Chiara Colosimo che, aderendo alla "tempesta di post" promossa da Roscani, scrive: "La regione, insieme al "garante per l'infanzia" si sta occupando, con l'importante contributo della dottoressa Polly Carmichael di spiegarci come somministrare ai bambini gli ormoni per inibirne lo sviluppo sessuale". E ancora: "Credo che a tutto ci sia un limite e che in questo caso si sia ampiamente superato. Aderite e fermiamo la #genderfollia". Ad essere contestata, quindi, è anche la presunta mancanza di basi scientifiche della teoria promossa dalla Carmichael. Gioventù Nazionale, in definitiva, contesta l'iniziativa e chiede spiegazioni al presidente della regione Lazio."


sabato 4 novembre 2017

"Il papa crea crescente disagio" e il teologo Padre Weinandy lascia la commissione

Prelevo da Il Giornale:

"Il Pontificato di Bergoglio crea confusione cronica", il caso del Padre dimessosi dopo aver criticato Papa Francesco con una lettera"

"Critica Bergoglio e poi si dimette. Questa, in sintesi, la storia di Padre Weinandy, che sta circolando tra i siti tradizionalisti.




Ad annunciarlo è il Catholic Herald che, in un articolo pubblicato stamani, racconta di come il sacerdote in questione abbia abbandonato la sua di posizione di consulente del Comitato USCCB sulla dottrina, contemporaneamente alla pubblicazione di una lettera in cui accusava Papa Bergoglio di promuovere un "crescente disagio" e una "confusione cronica" tra i cattolici.

A conferma di tutto ciò, una nota del presidente della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, il cardinale Daniel Di Nardo: "Come vescovi, riconosciamo la necessità di discussioni oneste e umili sulle questioni teologiche e pastorali" - Ha dichiarato il capo dei vescovi americani - "Dobbiamo sempre tenere in mente il "presupposto" di S. Ignazio di Loyola nei suoi esercizi spirituali:...che si supponga che ogni buon cristiano debba essere più desideroso di dare una buona interpretazione sull'affermazione di un prossimo piuttosto che condannarla". Il Padre, insomma, non sarebbe stato particolarmente accorto nei confronti del Papa.

Tra le critiche che Weinandy ha sollevato, c'è, soprattutto, quella per cui il Papa abbia una tendenza a promuovere quei vescovi troppo aperti nei confronti di chi non è di fede cattolica. Nello specifico, quelli che sosterrebbero chi ha opinioni contrarie alla fede cristiana. Gli stessi che poi difenderebbero queste stesse posizioni. Dopo essersi riunito con il Segretario Generale della Conferenza, si legge nell'articolo del Catholic Herald, Padre Thomas Weinandy, si è quindi dimesso con "efficacia immediata" dal suo ruolo nell'assise dei vescovi americani. Ma chi è questo Padre dimissionario?
Weinandy è un teologo che vive a Washington, nel Collegio dei Cappuccini, ed è un francescano. Papa Bergoglio lo ha nominato, nel 2014, membro della commissione teologica internazionale. Ha insegnato per anni prima ad Oxford, poi presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Dopo essersi recato a Roma lo scorso mese di Maggio, si è convinto di dover scrivere una missiva al Papa sull' "inquietudine" presente nella Chiesa.

Nel testo della lettera pubblicato qui, si legge: "Santità, una confusione cronica sembra contrassegnare il suo pontificato. La luce della fede, della speranza e dell'amore non è assente, ma troppo spesso è oscurata dall'ambiguità delle sue parole e azioni. Ciò alimenta nei fedeli un crescente disagio". Tre i principali elementi di critica presenti nel testo: il capitolo 8 di Amoris Laetitia, il declassamento della "importanza della dottrina della Chiesa" e le già citate nomine vescovili. Poi l'accenno alla presunta emarginazione dei critici del Papa: "Molti vescovi stanno in silenzio perché desiderano essere leali con lei, e quindi non esprimono – almeno in pubblico; in privato è un’altra cosa – le preoccupazioni che il suo pontificato alimenta. Molti temono che se parlassero con franchezza sarebbero emarginati o peggio".

qui invece il pezzo di Marco Tosatti

qui Magister


venerdì 3 novembre 2017

Halloween?



Halloween, deriva dall'espressione All Hallow's Eve e vuol dire semplicemente ‘Sera della festa dei Santi’, ‘Vigilia della festa dei santi’.
La chiesa cattolica l’1 novembre fa memoria di tutti i santi e la sera del 31 ottobre è appunto la vigilia della festa. Ma l’1 novembre era il giorno anche della festa celtica di Samhain ed alcune delle tradizioni dell’odierna Halloween vi rimandano.
Cosa è avvenuto? Perché questa coincidenza? Halloween è una festa pagana o cristiana? Siamo dinanzi ad una espropriazione cristiana o ad un camuffamento sincretista di riti magici? Cosa è bene fare in campo educativo? Incoraggiare o opporsi alla celebrazione di Halloween?

La festa celtica di Samhain “era un momento di contemplazione gioiosa, in cui si faceva memoria della propria storia, della propria gente, dei propri cari, in cui si celebrava la speranza di non soccombere alle sventure, alle malattie, alla morte stessa, che non era l'ultima parola, se era vero che i propri cari, almeno una volta l'anno, potevano essere in qualche modo presenti. Nella magica notte di Samhain non erano le oscure forze del caos che riportavano nel mondo i morti, ma il ricordo e l'amore dei vivi che li celebravano gioiosamente”.

L’annuncio del vangelo nel mondo celtico si misurò con questa tradizione che manifestava il desiderio che la morte non fosse l’ultima parola sulla vita umana e testimoniava, a suo modo, la speranza nell’immortalità delle anime. Il cristianesimo comprese che la propria convinzione della costante presenza ed intercessione della chiesa celeste, della comunione dei santi che già vivono in Dio, poteva rinnovare dall’interno l’attesa ed il desiderio che la tradizione di Samhain celebrava. La resurrezione di Cristo era l’annuncio che la presenza benedicente dei propri defunti non era pura illusione, ma certezza dal momento che noi, i viventi di questa terra, viviamo accompagnati dal Cristo e da tutti i suoi santi. Samhain divenne così Halloween.

Tuttavia, nella corrente letteratura esoterica ed occultistica si danno delle fantasiose e infondate versioni della festa di celtica Samhain che sono poi quelle che fanno da riferimento alle moderne celebrazioni stregonesche e neopaganeggianti e che hanno creato agli occhi di molte persone l'immagine inquietante di Halloween, ma che nella maggior parte dei casi ormai acquista un aspetto satanico. Ciò avviene attribuendo a Samhain il nome di una oscura divinità, ‘Il Signore della morte’, ‘Il Principe delle Tenebre’, che in occasione della sua celebrazione chiamava a sé gli spiriti dei morti, facendo sì che tutte le leggi dello spazio e del tempo fossero sospese per una notte, permettendo agli spiriti dei morti e anche ai mortali di passare liberamente da un mondo all'altro. Per questo Samhain viene considerato dai moderni e fantasiosi esoteristi come un momento dedicato alla divinazione, in cui cioè si può facilmente prevedere il futuro e predire la fortuna.  E così la ‘festa dei morti’ di ancestrale tradizione celtica, perduta la sua giustificazione cristiana, si trasformò in una specie di celebrazione dell'oscurità, della magia, con contorno di streghe e demoni. La solidarietà tra le generazioni, tra i morti e i vivi, aveva lasciato posto ad un terrore cupo e gotico della morte. Ed è così che Halloween costituisce uno dei tanti processi di ‘de-cattolicizzazione’, “spazzata via dalla nuova visione orrifica, estremamente moderna nel suo essere allo stesso tempo scientista, positivista e affascinata dall'elemento magico-occultistico”.

Utile ricordare a tutti cosa ne pensa don Gabriele Amorth, uno dei più grandi esorcisti:

“Halloween non è una festa, ma un evento inquietante che ha lo scopo di ironizzare, con l’uso delle maschere, su ciò che è male per farlo passare come un divertimento innocente. È il capodanno dei satanisti, la notte per eccellenza dell’occulto, di chi lo pratica perché si festeggia il dio dell’occulto, Satana. E poco importa saperlo o non saperlo perché i suoi effetti malefici e devastanti nel tempo, raggiungono anche le persone che, inconsapevolmente, vi partecipano… Fuggite da tutti i simboli di Halloween, sono “porte” sataniche che portano i demoni nelle vostre case, portano la divisone, invidie e malefici…”
Preghiamo e adoperiamoci perché, a partire dalle Parrocchie e anche nella scuola, si diano insegnamenti corretti e edificanti, altrimenti, purtroppo, è serio il rischio di sfociare nel satanismo, inconsapevole nei bambini e nei giovani che abbracciano le mode del tempo e irresponsabilmente ignorato da chi dovrebbe vigilare ma soprattutto insegnare altro.

La leggenda popolare di Jack O'Lantern (che viene a patti con il diavolo e ottiene di non finire all'inferno, vagando come spirito senza destinazione) è di origine irlandese, medievale. Raggiunse il Nord America con le massicce emigrazioni dall'Irlanda. In America non si trovavano le grosse rape (che accoglievano la brace accesa simboleggiante l'eterna dannazione evitata), usate in Europa e così si ricorse alle zucche illuminate per scacciare gli spiriti inquieti come quello di Jack, in cerca di una casa.

Ancor più lontano nei secoli c'è il culto paganeggiante druidico, degli antichi Celti. Era un culto non privo di particolari raccapriccianti e macabri, riportati da storici romani quali Giulio Cesare, Plinio il Vecchio e Tacito. La ricorrenza principale cadeva proprio a fine ottobre. I sacerdoti celti passavano di casa in casa chiedendo offerte (sacrifici) agli dei pagani e in caso di rifiuto si passava a temute maledizioni sulla vita e le cose di chi non si prestava al tributo richiesto.

Ecco da dove viene il trick or treat, o mi dai qualcosa (sacrificio) oppure sono cavoli tuoi (maledizione). Ridetto altrimenti divertimento/piacere o trucco/imbroglio.

Tutte cose "innocenti", per bambini ingenui con il loro innocuo "dolcetto o scherzetto"...

In realtà si celano simbolismi esoterici e paganeggianti, non di rado collegati alle sette del culto a satana, che hanno scelto il 31 ottobre per loro "capodanno", in cui ci si "diverte con la morte" e si dissemina l'attesa di spiriti, mostri, streghe e sangue colante, venendo a patti, inconsapevoli fin che si vuole, con il potere delle tenebre.
Un Natale al contrario, perché se in quel caso anche un non credente finisce con il far festa alla nascita del Verbo incarnato, in questo caso è il credente a "far festa" con chi ha rifiutato la volontà di Dio e proprio nel giorno che aprirebbe al culto dei santi e alla commemorazione di defunti che hanno bisogno di intercessione per raggiungere la pace.

(prelevato parzialmente dagli amici di Chiesa e PostConcilio, un grazie a Maria Guarini e Tralcio)

cfr anche

https://bonumsemen.blogspot.it/2016/10/31-ottobre-novena-proposta-da-don.html

https://bonumsemen.blogspot.it/2016/10/ne-halloween-ne-lutero.html


(Nell'immagine in alto, Vincent Price in "The Bat", 1959)
https://bonumsemen.blogspot.it/2016/10/ne-halloween-ne-lutero.html