mercoledì 28 dicembre 2016

La Vergine dei Gigli, di William-Adolphe Bouguereau


William-Adolphe Bouguereau (1825-1905), su cui torneremo in seguito, 
è stato un pittore peculiare che ha impostato la sua carriera con coraggio in direzione completamente opposta a quella del suo tempo: 
recupero dell'armonia, della figura, del simbolo,
in un periodo in cui vigeva la distruzione dell'immagine, dei concetti del bello e vero, di annullamento della prospettiva classica e del figurativo.

In questo (splendido) dipinto del 1899 ha voluto suggerire più concetti.
Maria Vergine non guarda lo spettatore, ha un atteggiamento di modestia e quasi di annullamento di sè, ed è vestita di nero; "espone" Gesù Bambino, Lo mostra e quasi Lo offre in dono all'umanità. 

In Gesù sia va riconosciuta una postura benedicente, 
sia l'apertura delle braccia (e la posizione dei piedi) anticipa il Sacrificio della Crocefissione.

I gigli bianchi rimandano fin dai tempi della Grecia classica all'idea di maternità, e nell'evo cristiano
divengono segno sia di purezza, sia della Vergine Maria, sia dell'Annunciazione.

3 commenti:

  1. Un pò di Bello, finalmente!

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  2. alcune riflessioni sul presente:

    http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2016/12/il-vaticano-di-bergoglio-natale.html

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/presepe-islamico-chiesa-maria-col-burqa-e-barcone-1346160.html

    cfr. il mio passato

    http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2014/12/la-questione-dell-unico-dio-delle.html

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  3. http://blog.messainlatino.it/2016/12/potenza-il-presepe-islamico-con-la.html

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