mercoledì 9 novembre 2016

Sulla vittoria di Trump

Dal momento che il nostro blog si è dato un taglio prettamente religioso, 
in principio non volevo dilungarmi a parlare dell'elezione di Trump e della fragorosa sconfitta di Hillary (già soprannominata non a caso Killary, Hellary), ma una breve riflessione ci sta. Da un punto di vista sacro, si potrebbe pensare genericamente che lo sguardo va sempre altrove, alle cose più alte.

Ma è innegabile che la tematica sia incandescente: 
da troppo tempo è obbligatorio in tutti gli ambiti dirsi, manifestarsi platealmente ed essere "democratici" secondo i diktat del minimo comune denominatore del pensiero corrente, pena l'esclusione sociale, 
un po' all'americana, cioè secondo il peggior becerismo mondialista, alla Clinton, alla Obama, un po' alla PD e via maramaldeggiando, adottando il loro linguaggio orwelliano,
quando vediamo addirittura ampie fette della Chiesa tifare per i dem. e per i loro disvalori, 
anche se hanno nel programma aborto (Planned Parenthood), disfacimento di matrimonio e famiglia, falso ambientalismo, deindustrializzazione, guerre sotterranee causate per tutto l'universo come fossero pilastri del Vangelo. 

Non una sola voce di peso si elevò contro la distruzione della già problematica sanità americana, quando in piena era Obama si scopre che gli USA non aiutano i loro cittadini con cure in caso di gravi malattie degenerative, ma possono avere gratis il kit eutanasico. Proprio democratico.
Da questo punto di vista allora tutto assume un'importanza inedita e si carica di una gravità inaudita.


Oggi è tutto un funerale obbligato e generalizzato perchè la Clinton non ha vinto, (Deo Gratias!), quando già si erano aperti scenari inquietanti ( si veda anche questo post ): 
amica di Arabia Saudita, Qatar e di vari finanziatori dell'Isis, di cui in fondo sono stati i creatori insieme ad altri paesi della coalizione antisiriana, con il fantomatico nome di "ribelli antiAssad", hanno perpetuato per il mondo il guaio già causato in Libia e per ogni dove, a spese anche nostre, sia belliche sia in tema immigrazione di ritorno. 

Altro tema che deve evidenziarsi è il potere onnipervasivo dei media che fino all'ultimo, per mesi se non per anni, ormai, hanno fatto credere da falsi sondaggi, opinionisti martellanti e onnipresenti & co., esperti super partes (?) che la Clinton stesse vincendo, quando non era evidentemente così:
tra l'altro la signora è da sempre legata a mondialisti e lobbies, le sue fonti di finanziamento sono state l'apparato finanziario-speculativo delle grandi banche, e gli Stati del Golfo; con la sua vittoria ci sarebbe stata l'annunciata aggressione all'Iran e forse anche alla Russia, già in pratica circondata.

Di lì bisogna svegliarsi e misurare il potere di questi giornaloni tutti uguali, 
araldi del Pensiero Unico, 
e di talk show tutti uguali a ogni ora, che servono unicamente a fare brainwashing alla gente: mentre Michelle Obama ( "che linea! che bella donna eh! urca!"  e guai se pensi il contrario) cura il suo orto con biade, rucole, cimette, lattughine,  gli USA "curano" invece a modo proprio "gli orti" di tutti gli altri ex stati sovrani. 

Non si tratta solo della stampa americana, ma di tutto il mondo, in mano a pochi potentati e banchieri, ormai.

Gli USA da tempo eterodirigono molti paesi, 
ecco perchè assume assoluta importanza ciò che accade da quelle parti: mentre si riempiono la bocca di  "p a c e   e   s i c u r e z z a"  , muovono guerre alquanto interessate praticamente ovunque, a seconda della loro agenda di convenienza. 

Per la struttura dei rapporti internazionali obbligati, siamo costretti pure a prendervi parte. Spalmano qui il loro debito, come con le crisi della moneta debito creata ad arte, fanno scontare agli "alleati" i loro costi bellici compresi quelli dell'immigrazione, e se si dice qualcosa hanno pur sempre 135 basi sul tuo territorio, o provano a farti digerire quello scempio di trattato commerciale come il TTIP.


Il nostro blog ha citato più volte Maurizio Blondet. 
Nessuno si illude più su nessuno, nemmeno fino in fondo su Trump, 
non cantiamo "welcome liberators" come fece Bersani all'arrivo di Monti, anche perchè dei liberators bisogna sempre diffidare, tranne che di Uno, il Liberatore celeste;

ma quanti di noi si auspicano stavolta la fine dei false flags per inventare un altro conflitto pro domo sua, una revisione degli organismi sovranazionali cone NATO, ONU & co e una limitazione del loro strapotere anche ideologico, che va ad influire finanche sul linguaggio permesso,
di scomparsa o almeno limitazione degli stessi oligarchi che con la faccia progressista spandono per ogni nazione strane associazioni -pura massoneria- che blaterano di filantropia mentre speculano sui paesi, e li indebitano,  
parlano di equità economica mentre innescano rivoluzioni finto colorate e comandate da lontano, sempre in nome di una indiscutibile (falsa) "democrazia", fiera delle sconcezze e dell'esproprio, che è diventato il nuovo totalitarismo. 

Per misurare meglio invece il valore della sconfitta,  e la servitù dem. dei 4/5 della stampaglia nostrana,
si vedano i commenti nauseabondi che si succedono senza sosta in tv,
e che non riescono ancora ad accettare il fallimento della perdente Clinton nemmeno a fine giornata: potere dell'ideologia,
che riesce a sospingere verso l'indifferenza anche la realtà.

Addirittura all'indomani del voto, (voto, cioè elezioni, cioè democrazia), i cosiddetti democratici marciano contro l'eletto Trump, non potendo democraticamente accettare l'esito democratico del voto.

Come era avvenuto con il referendum inglese sulla Brexit, 
le sentinelle del progressismo si comportano sempre alla stessa maniera:
"se il popolo non vota come vogliono i poteri forti, nonostante il dispiegamento di tutto l'apparato progressista, allora ....che si "sciolga il popolo!".... 
(questa ultima frase l'ha ricordata l'amico Silente), ma in origine era incredibilmente da B. Brecht:
"non sarebbe più semplice che il governo sciolga il popolo e ne elegga un altro?"
che è poi la sostituzione di popoli che stanno scientificamente attuando in Europa.

Ah sì, Era proprio "demokrazzia"....

Ma stavolta è andata diversamente.

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In questo senso, diamo un'occhiata a cosa siamo scampati:

di seguito un pezzo di Costanza Miriano, un punto di vista femminile su Hillary;
e più sotto l'estratto di una notizia da LiberoQuotidiano, che deve fare drizzare le orecchie:

Hillary e le donne

di Costanza Miriano

Ieri ho scritto su facebook una cosa su Hillary Clinton che ha suscitato un bel po’ di polemiche, rispostacce anche su altri profili. Sul mio di meno, perché credo ormai si sappia in giro che la mia politica è questa: in casa mia parla chiunque voglia dialogare educatamente, magari anche esponendo perplessità, ma non per litigare; gli altri li blocco e non possono più vedere il mio profilo, esattamente per lo stesso motivo per cui a casa nostra invitiamo solo persone che ci vogliono bene; e nessuno viene a dirti che non sei democratico – sembra incredibile ma ogni volta il commento “bell’esempio di democrazia” viene riproposto – perché non inviti a cena lo sconosciuto che ti ha appena mandato a quel paese al semaforo. (Tra l’altro chi insulta non di rado è gente  di cui non posso vedere i post senza “essere amica”, mentre i miei sono visibili a tutti).
Comunque, dopo questa noiosa precisazione, entro nel merito. Hillary Clinton dopo aver vinto le primarie in California, alla vigilia della vittoria definitiva, ha definito il momento “storico”. Ha anche attaccato il pippone sul soffitto di cristallo, e i diciotto milioni di crepe che lei gli avrebbe inferto, usando tutti gli artifici della retorica emotiva di cui gli americani sono maestri nel mondo. Io avevo scritto:
“Definire la vittoria della Clinton alle primarie “momento storico” (parole sue) mi pare davvero surreale. Sarebbe un momento storico se ci fosse una candidata davvero di rottura. Che so, qualcuno non avvezzo al potere, o magari una donna”.
Ovviamente non stavo facendo facile e squallida ironia sulla poca femminilità della signora, che so, sulla bruttezza o vecchiaia o non so cosa abbia pensato chi ha definito la mia “una caduta di stile”. Io stavo alludendo alla mia riflessione lungamente esposta in libri e conferenze e articoli su cosa sia essere donna. Chi mi conosce infatti non ha avuto dubbi sul senso delle mie parole. Ma dai commenti letti qua e là mi sono resa conto che viviamo in un’epoca dai punti di riferimento continuamente rinegoziati, in cui è necessario – ha ragione mio marito che lo ripete sempre – compilare di nuovo un dizionario di base della lingua comune, in cui almeno alcuni termini significhino per tutti la stessa cosa.
La donna è una creatura di sesso femminile che ha portato alla fioritura e al compimento la sua vocazione, che è quella di rendersi disponibile ad accogliere accompagnare sostenere la vita quando è più debole. Questo può coincidere anche con la maternità biologica, ma non solo. La supera e la comprende, ma non si esaurisce in quella. Ogni donna, anche se non ha il privilegio di generare, è madre se riconciliata con se stessa. Una donna può fare tutto quello che fanno gli uomini, ormai lo abbiamo dimostrato chiaramente: siamo astronaute generali segretarie di stato presidenti della repubblica regine. A me sembra che possiamo da tempo passare alla fase due, e sinceramente trovo quasi offensivo quando qualcuno esulta per certe imprese. Embè? Pensavate che ci mancasse qualcosa? Certo, ci manca un po’ di forza fisica e abbiamo un approccio al sapere molto diverso, ma sul fatto che siamo in grado consideravo la questione chiusa da molto tempo (nelle università siamo di più, più brave diligenti veloci eccetera eccetera). Scaliamo meno i vertici perché siamo meno aggressive. Preferiamo mediare che andare contro, se siamo in pace con noi. Abbiamo bisogno dello sguardo altrui e questo condiziona anche il nostro atteggiamento del mondo del lavoro (una donna si vergogna a chiedere un aumento, un uomo lo pretende e se non lo ottiene si arrabbia, e non per questo pensa di valere poco). Insomma, sto aprendo una finestra dietro l’altra, per ognuna di queste affermazioni apodittiche servirebbe un capitolo e la citazione di chili di libri, servirebbero distinguo e chiarimenti e specificazioni. Sono concetti tagliati con l’accetta, ma penso che qui ci si possa capire. Andiamo avanti.
La grande sfida per noi donne non è dimostrare che ce la possiamo fare da sole (anche se “da sola” non è un’espressione che si adatta esattamente a Hillary Rodham, moglie di, segretario di stato, senatrice, prima ancora figlia di industriale, studentessa a Yale, cioè insomma una che ha anche avuto buone possibilità nella vita, e poi certo se le è giocate molto bene) ma che ce la possiamo fare con un altro stile.
La donna è per la vita, è profondamente contro la morte. Quindi contro la guerra, contro l’aborto, contro la vendita di bambini uccisi. La donna non esulta e non ride in televisione per la morte di un nemico (come lei ha fatto per esempio per Gheddafi), non gestisce la politica estera come se stesse giocando a scacchi ( “la cosa migliore che può capitarci  sarebbe di essere aggrediti da qualcuno…  Di fatto provocheremo un attacco perché allora saremo al potere più di quanto chiunque possa immaginare”) dimenticando che ci andranno di mezzo vite umane, anche delle donne di cui si dice paladina, di certo dei loro figli.
Una donna che abbia viscere di misericordia non dice che per far sì che tutto il mondo acceda alla pianificazione familiare (sinistra maschera per parlare di aborto) “codici culturali profondamente radicati, credenze religiose, e condizionamenti strutturali dovranno essere cambiati”.
Dove questo non avverrà naturalmente i cambiamenti andranno imposti con la forza (enforced) dice la sorridente biondina, la tenera nonna che si preoccupa solo dei suoi, dei nipoti, mentre lavora indefessa perché in Africa le operaie possano essere libere di stare in fabbrica dodici ore al giorno senza dover accudire bambini (che privilegio, eh?). E grazie a questo lavoro culturale ormai nelle università americane bisogna stare attenti a come si parla, c’è una limitazione della libertà intellettuale e di parola pazzesca, inimmaginabile venti anni fa (in America chi obietta contro il matrimonio gay rischia di perdere il lavoro, pure il Papa ha tentato di difendere il diritto all’obiezione di coscienza, ma da quelle parti la coscienza pare non sia libera, solo il commercio lo è). Una donna, soprattutto, non accetta copiosissimi finanziamenti da Planned Parenthood, il gigante degli aborti accusato di vendere pezzi di bambini uccisi nel ventre materno.
Ecco perché la mia sulla Clinton non è stata una scivolata, una battuta infelice, una caduta di stile. Era esattamente quello che volevo dire.
Io esulterò per una donna presidente quando non sarà una donna che si è dovuta trasformare in un uomo, ma quando mostrerà che è possibile gestire il potere partendo dai piccoli, dai poveri, dagli ultimi. E prima di tutto dal più povero tra i poveri, come lo definiva Madre Teresa, il bambino nel ventre di una madre.
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Hillary Clinton, il rito satanico: cena occultista con la Abramovic

"La «Cena degli Spiriti» di un anno fa, che aleggia oggi sulla campagna di Hillary grazie a Julian Assange, introduce una scabrosa nota di mistero nella storia della sfida presidenziale del 2016. La succulenta rivelazione del party, offerta sempre da WikiLeaks, riguarda un invito che John Podesta, manager della Clinton oggi ed ex capo staff di Bill Clinton presidente negli Anni Novanta, aveva ricevuto per email il 28 giugno 2015, tramite suo fratello Tony, dall’artista Marina Abramovic. Famosa per le sue performance masochiste, estrema frontiera dell’astratto concettuale, Marina aveva scritto: «Non vedo l’ora di averti allo Spirit Cooking a casa mia. Pensi di potermi dire se tuo fratello John si unisce alla compagnia?». Tony non perse tempo a girare l’invito a John: «Se sei a New York giovedì 8 luglio Marina vuole che tu venga alla sua cena».
Il piatto forte non era riportato nelle email, ma gli eruditi dell’occulto sanno che lo Spirit Cooking, un «sacramento» della religione di Thelema fondata da Aleister Crowley, usa tutti ingredienti naturali per il suo «menu»: sangue da mestruazioni, latte dal seno, urina e sperma, impastati da Marina in una performance horror che, alla fine, produce un «quadro». L’accostamento privato, provato da WikiLeaks, del clan Clinton alla Abramovic ha dato a quest’ultima un ritorno di popolarità: su Internet si rivedono le sue esibizioni, da quella in cui si pugnala le mani con un coltello a quando posa con la testa di un caprone insanguinato, la rappresentazione del simbolo occulto Baphomet. Quanto ai Podesta, solo mercoledì prossimo si saprà se il bizzarro Spirit Cooking (il nome formale della cena) con l’amica «strega» ha portato buono o se era stata invece una Cena delle Beffe per il clan Clinton. (...)"

di Glauco Maggi DA LIBERO

martedì 8 novembre 2016

Platone, da "La Repubblica"




"Quando la città retta a democrazia si ubriaca di libertà confondendola con la licenza, con l’aiuto di cattivi coppieri costretti a comprarsi l’immunità con dosi sempre massicce d’indulgenza verso ogni sorta di illegalità e di soperchieria;
quando questa città si copre di fango accettando di farsi serva di uomini di fango per potere continuare a vivere e ad ingrassare nel fango; quando il padre si abbassa al livello del figlio e si mette, bamboleggiando, a copiarlo perché ha paura del figlio; quando il figlio si mette alla pari del padre e, lungi da rispettarlo, impara a disprezzarlo per la sua pavidità; 

Quando il cittadino accetta che, di dovunque venga, chiunque gli capiti in casa, possa acquistarvi gli stessi diritti di chi l’ha costruita e ci è nato; quando i capi tollerano tutto questo per guadagnare voti e consensi in nome di una libertà che divora e corrompe ogni regola ed ordine; c’è da meravigliarsi che l’arbitrio si estenda a tutto e che dappertutto nasca l’anarchia e penetri nelle dimore private e perfino nelle stalle?

In un ambiente siffatto, in cui il maestro teme ed adula gli scolari e gli scolari non tengono in alcun conto i maestri; in cui tutto si mescola e si confonde; in cui chi comanda finge, per comandare sempre di più, di mettersi al servizio di chi è comandato e ne lusinga, per sfruttarli, tutti i vizi; in cui i rapporti tra gli uni e gli altri sono regolati soltanto dalle reciproche convenienze nelle reciproche tolleranze; in cui la demagogia dell’uguaglianza rende impraticabile qualsiasi selezione, ed anzi costringe tutti a misurare il passo delle gambe su chi le ha più corte; 

in cui l’unico rimedio contro il favoritismo consiste nella molteplicità e moltiplicazione dei favori; in cui tutto è concesso a tutti in modo che tutti ne diventino complici; in un ambiente siffatto, quando raggiunge il culmine dell’anarchia e nessuno è più sicuro di nulla e nessuno è più padrone di qualcosa perché tutti lo sono, anche del suo letto e della sua madia a parità di diritti con lui e i rifiuti si ammonticchiano per le strade perché nessuno può comandare a nessuno di sgombrarli; in un ambiente siffatto, dico, pensi tu che il cittadino accorrerebbe a difendere la libertà, quella libertà, dal pericolo dell’autoritarismo?

Ecco, secondo me, come nascono le dittature. Esse hanno due madri. Una è l’oligarchia quando degenera, per le sue lotte interne, in satrapia. L’altra è la democrazia quando, per sete di libertà e per l’inettitudine dei suoi capi, precipita nella corruzione e nella paralisi. Allora la gente si separa da coloro cui fa la colpa di averla condotta a tale disastro e si prepara a rinnegarla prima coi sarcasmi, poi con la violenza che della dittatura è pronuba e levatrice. Così la democrazia muore: per abuso di se stessa. E prima che nel sangue, nel ridicolo."

 
Platone, La Repubblica – Cap. VIII. 
Atene 370 A.C.

lunedì 7 novembre 2016

Chesterton su Lutero





"Martin Lutero venne fuori dalla sua cella nel giorno della rovina e della tempesta, e gridò con voce nuova e forte in favore di una religione elementare ed emotiva, e per la distruzione di tutte le filosofie. Aveva particolare orrore e ripugnanza per le grandi filosofie greche, e per la Scolastica che su quelle filosofie era stata fondata. Aveva una sola teoria: la distruzione di tutte le teorie. Aveva una sua teologia: la morte della teologia.
L'uomo non poteva chiedere nulla a Dio, nulla avere da Dio, nulla dire su Dio, eccetto un inarticolato grido di pietà e la richiesta dell'aiuto soprannaturale di Cristo, in un mondo dove tutte le cose naturali erano inutili. Inutile la ragione, inutile la volontà. L'uomo non poteva muoversi di un pollice, non più di una pietra. L'uomo non poteva fidarsi di ciò che aveva nella testa, non più di una rapa. Nulla rimaneva in cielo o sulla terra, eccetto il nome di Cristo sollevato in una solitaria imprecazione, orribile come il grido di una bestia in pena.
Tuttavia, non sarebbe inesatto dire che Lutero aprì un'epoca, e cominciò il mondo moderno."

G.K. Chesterton

Missa in Tempore Terraemotus

Senza entrare nella polemica scatenata in questi giorni da alcune affermazioni, tra l'altro mal interpretate: lanciate dai microfoni di una radio cattolica, distorte e rilanciate ad arte da media laicisti e infine commentate da alti prelati della Segreteria di Stato vaticana - non di prima mano, ma sotto pressione di richieste di agenzie di notizie in cerca di conflitto -....

Il problema all'ordine del giorno sorge dall'accusa di legare uno specifico terremoto ad uno specifico peccato. Individuare con certezza un tale legame sarebbe evidentemente temerario. Tra l'altro additare peccati commessi da alcuni e castighi subiti da altri sarebbe un torto al senso di giustizia.

D'altra parte però, il collegare in maniera generale gli eventi delle catastrofi naturali al peccato dell'uomo, questo è tutt'altro che pre-cristiano, nè "pagano" (...), o indice di mancanza di fiducia nella misericordia di Dio. Dire che Dio non c'entra nulla con ciò che succede nel mondo equivale a rendere irragionevole il rivolgersi a lui nel bene come nel male.

Potremmo citare a proposito tutti i Papi antichi, ma anche i recenti da Giovanni XXIII anche a Francesco e non pochi santi (cfr. le parole di Sant'Annibale Maria di Francia in previsione del terremoto di Messina).

Limitiamoci invece ad esporre senza tanti commenti le preghiere del Messale (inserite da Clemente XI dopo il terremoto del centro Italia del 1703) e che i cattolici hanno usato per secoli, senza che nessuno dal Vaticano o altrove obiettasse alcunché a proposito della loro correttezza o ortodossia.

Preghiere presenti perfino nel Messale approvato nel 1962 dal Papa buono in persona. Dovrebbero far riflettere e almeno fermare il montare di polemiche suscitate ad arte da chi vuol mettere l'un contro l'altro i fedeli di Cristo....
Ecco dunque come suonano le preghiere "In tempore terraemotus" cioè in tempo di terremoti. La traduzione è quella approvata dalla Conferenza Episcopale Italiana nel 1965:


Oratio
Omnipotens sempiterne Deus, qui respicis terram et facis eam tremere: parce metuentibus, propitiare supplicibus; ut cuius iram terrae fundamenta concutientem expavimus clementiam contritiones eius sanantem iugiter sentiamus . Per Dominum nostrum Iesum Christum filium tuum. Amen.
Secreta
Deus qui fundasti terram super stabilitatem suam, suspice oblationes et preces populi tui: ac trementis terrae periculis penitus amotis divinae tuae iracundiae terrores in humanae salutis remedia converte; ut, qui de terra sunt et in terram revertentur, gaudeant se fieri sancta conversatione caelestes. Per Dominum nostrum Iesum Christum, filium tuum.  Amen.
Postcommunio
Tuere nos, Domine quaesumus, tua sancta sumentes: et terram, quam vidimus nostris iniquitatibus trementem, superno munere firma; ut mortalium corda cognoscant et te indignante talia flagella prodire et te miserante cessare. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum. Amen.
O Dio onnipotente ed eterno tu guardi la terra ed essa trema; perdona chi ti teme, risparmia chi supplica, e, dopo aver temuto il tuo sdegno che scuoteva i cardini della terra, possiamo a lungo   esperimentare la tua clemenza che ne ripara le rovine. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
O Dio che hai fondato e reso stabile la terra, accogli le offerte e le preghiere del tuo popolo; rimosso completamente il pericolo del terremoto, muta la paura del tuo giusto sdegno in rimedio per la salvezza degli uomini; ed essi che vengono dalla terra e alla terra ritorneranno, si allietino al pensiero che con una vita santa diventeranno cittadini del cielo. Per il nostro Signore Gesù Cristo. Amen.
Proteggi, o Signore, chi si ciba dei santi misteri; e la grazia celeste renda stabile la terra che, a cagione dei nostri peccati, abbiamo visto sussultare; e sappiano gli uomini che dal tuo sdegno nascono questi flagelli e per la tua misericordia hanno fine. Per il nostro signore Gesù Cristo. Amen.

...obsecrationum quoque sacerdotalium sacramenta respiciamus, quae ab apostolis tradita, in toto mundo atque in omni catholica Ecclesia uniformiter celebrantur, ut legem credendi lex statuat supplicandi

"Guardiamo anche le formule sacre delle preghiere sacerdotali, che, tramandate fin dagli apostoli, si recitano uniformemente in tutto il mondo e nell'intera Chiesa cattolica, cosicché la norma del pregare stabilisca la norma del credere”. (Prospero di Aquitania, De gratia Dei et libero arbitrium contra collactiones)

A damnatione perpetua, Libera nos domine.
A subitanea et improvvisa morte, Libera nos domine.
Ab imminentibus peccatorum nostrorum periculis, Libera nos domine.
Ab infestationibus daemonum, Libera nos domine.
Ab omni immunditia mentis et corporis, Libera nos domine.
Ab ira, et odio, et omni mala voluntate, Libera nos domine.
Ab immundis cogitationibus, Libera nos domine.
A coecitate cordis, Libera nos domine.
A fulgure, et tempestate, Libera nos domine.
A peste, fame, et bello, Libera nos domine.
A flagello terrae motus, Libera nos domine.
A omni malo, Libera nos domine.
Per mysterium sanctae incarnationis tuae, Libera nos domine.
Per passionem et crucem tuam, Libera nos domine.
Per gloriosam resurrectionem tuam, Libera nos domine.
Per admirabilem ascentionem tuam, Libera nos domine.
Per gratiam sancti Spiritus Paracliti, Libera nos domine.
In die judicii, Libera nos domine.
Peccatores, Te rogamus audi nos.
Ut pacem nobis dones, te rogamus audi nos.
Ut misericordia et pietas tua nos custodiat, te rogamus audi nos.
Ut Ecclesiam tuam sanctam redigiri, et conservare digneris, te rogamus audi nos.
Ut domnum Apostolicum, et omnes gradus Ecclesiae in sancta religione conservare digneris, te rogamus audi nos.
Ut Episcopos et Praelatos nostros, et cunctas congregationes illis commissas in tuo sancto servitio conservare digneris, te rogamus audi nos.
Ut inimicos sanctae Ecclesiae humiliare digneris, te rogamus audi nos.
Ut regibus et principibus nostris pacem et veram concordiam, atque victoriam donare digneris, te rogamus audi nos.
Ut cunctum populum christianum pretioso tuo sanguine redemptum conservare digneris, te rogamus audi nos.
Ut omnibus benefactoribus nostris sempiterna bona retribuas, te rogamus audi nos.
Ut animas nostras, et parentum nostrorum ab aeterna damnatione eripias, te rogamus audi nos.
Ut fructus terrae dare, et conservare digneris, te rogamus audi nos.
Ut oculos misericordiae tuae super nos reducere digneris, te rogamus audi nos.
Ut obsequium servitutis nostrae , te rogamus audi nos.
Ut obsequium servitutis nostrae , te rogamus audi nos.
Ut pacem nobis dones, te rogamus audi nos.
Ut loca nostra et omnes abitantes in eis visitare et consolari digneris, te rogamus audi nos.
Ut civitatem istam, et omnem populum ejus protegere, et conservare digneris, te rogamus audi nos.
Ut omnes fideles navigantes et itinerantes ad portum salutis perducere digneris, te rogamus audi nos.
Ut regolarisbus disciplinis nos instruere digneris, te rogamus audi nos.
Ut omnibus fidélibus defunctis requiem aeternam dones, te rogamus audi nos.
Ut nos exaudií dignéris, te rogamus audi nos.
Fili Dei te rogamus audi nos. Agnus Dei, qui tollis peccata mundi. Parce nobis, Domine.


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Aggiungo:
In generale, per un cristiano, il male è conseguenza del peccato, del peccato originale e della caduta in genere. Dio è buono, l'Assoluto Bene, è vero, ma a volte permette cose dolorose, per uno scopo.
Tutti noi siamo educati, e non in modo sbagliato, a credere che Dio è amore e luce, e nulla di cattivo è in Lui.
Siamo confermati in questo dalla S. Scrittura. Cfr.

Osea 6,6

"poiché voglio l'amore e non il sacrificio,
la conoscenza di Dio più degli olocausti."
il versetto è ripreso anche da Gesù in Persona, quando lo ricorda affermando più volte nei Vangeli "Misericordia Io voglio, e non sacrificio".

Ancora, quanto dello scrivere di S. Giovanni ribadisce l'attitudine d'amore infinito di Dio:

1 Giovanni, estratti dai cap. 4 e 5

"Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio: chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio.

Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.

In questo si è manifestato l'amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo, perché noi avessimo la vita per lui.

In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.

Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi.

Noi abbiamo riconosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi. Dio è amore; chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui.

perché in questo consiste l'amore di Dio, nell'osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi. "

Ma sempre in generale, anche in senso cosmico ciò che di male accade è ancora una traccia del peccato originale, e dei peccati commessi e non riparati...."anche la natura geme nelle doglie del parto"...scriveva san Paolo, cfr. 

Ep. Romani 8,22
"22Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; 23essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l'adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. 24Poiché nella speranza noi siamo stati salvati. Ora, ciò che si spera, se visto, non è più speranza; infatti, ciò che uno gia vede, come potrebbe ancora sperarlo? 25Ma se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza."

e, pure, un segno della battaglia cosmica che si sta tenendo tra bene e male, in cui anche noi singolarmente abbiamo un ruolo e responsabilità; pure un disastro può essere un richiamo e anche un segno di tempi in senso escatologico.

Diciamo che non potremmo dire che Dio ha voluto punire, ma possiamo dire che "Dio permette" (termine esattamente  biblico) anche certi disastri, che dobbiamo anche volgere e intendere "in vista del ravvedimento" (pensiamo al libro di Giobbe).

Più in generale:  l'uomo ha l'abitudine di "sedersi" nella condizione terrena e di coltivare la propria indipendenza da Dio, e certe cose che accadono e che mandano all'aria tutte le nostre presunte certezze terrene, sono un ulteriore invito a volgerci a Lui.
Gesù stesso ne parla in questi termini, per es nell'episodio tragico della torre di Siloe (non dando colpe tra l'altro alle persone che subirono il disastro):
  
Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quei diciotto, sopra i quali cadde la torre di Siloe che li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. (Lc 13, 1,3)

I “castighi di Dio”, dal capitolo 3 di Genesi in poi, non sono un atto punitivo di Dio, ma si tratta della semplice conseguenza del peccato e il peccato lo commette l’uomo. Dio si è limitato ad avvertire, come a dire: "non stupitevene…" illustrando che ci sarà bisogno di emendare e purificare la scelta umana.
La parola castigo deriva infatti da “castum agere” che significa purificare, rendere puro.

Ciò che pare invece evincersi oggi dalla televisione specialmente, ciò che si vuole dire è che Dio non punisce più, che non punisce mai, che non ha principi di esigenza.....tant'è che da come la notizia è riportata se la sono presa perchè questo modo d'intendere, dicono, si oppone "al Dio di sola misericordia di Bergoglio".


Appunto il problema è lì, nella concezione che si vuole dare oggi.
Dio non è solo misericordia.


La misericordia di Dio consiste nel fatto che offre al peccatore (cioè tutti noi) in vita l'occasione di ravvederci, per la Sua bontà, e di accedere alla vita eterna per i meriti di Gesù, e se noi viviamo una vita santificata in Suo Nome;
ma rimane anche un Dio di giustizia.
Ha anche piani imperscrutabili, non tutto ci è stato detto.
Ma ha detto anche (Gesù) che qui giù non resterà pietra su pietra, la vita vera sarà altrove, e che la nostra verità più grande sono l'amore (in senso biblico) e lo spirito.

Ci ha parlato della mistica della croce: c'è dolore anche per gli innocenti, ma il dolore più innocente è quello di Gesù che è morto per redimerci e riscattarci, Lui giusto per gli ingiusti.
Non è reale un cristianesimo “solo misericordia, senza giustizia” e “sola gioia, senza il dolore” “sola fede, senza opere” nè un Cristianesimo senza Croce: il segno della croce infatti implica una giustizia fatta anche di dolore espiativo. La guarigione/riparazione, inevitabile, non è una gita festosa
e a quella sono chiamati molti innocenti.

Si mediti bene S. Paolo:
Perciò sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa” (Col 1,24).

Da un punto di vista oggettivo non manca niente alla Passione di Cristo. E' stata più che sufficiente per la redenzione dell’uomo.
Cristo infatti ha compiuto l’opera affidatagli dal Padre (Gv 17,4) e ha attestato dalla croce che ha compiuto tutto (Gv 19,30).
Quando San Paolo fa questa affermazione non vuole dire che la passione di Cristo sia stata imperfetta o incompleta o che ad essa si debba aggiungere qualcosa.

Considera la Chiesa come un solo corpo (un corpo mistico) con il Signore. Di questo corpo Gesù è il capo e noi le sue membra.
Che cosa manca dunque?
Che la passione, che per ora si è compiuta nel corpo fisico di Gesù, si prolunghi anche nelle sue membra.

E questa partecipazione alla passione di Cristo è meritoria non solo per il soggetto che soffre o fa penitenza, ma anche per le altre membra del corpo mistico.

San Paolo dice infatti che soffre a favore del suo corpo che è la Chiesa.
Dio salva gli uomini non con un atto imperioso, ma attraverso la loro cooperazione personale e vicendevole.

Come nessuno viene al mondo senza la mediazione dei genitori, così analogamente nessuno entra in Paradiso senza la mediazione della Chiesa.
Il Signore ci chiama ad essere suoi collaboratori. San Paolo usa quest’espressione: “Siamo infatti collaboratori di Dio” (1Cor 3,9), “abbiamo inviato Timòteo, nostro fratello e collaboratore di Dio nel vangelo di Cristo” (1 Ts 3,2).

Dice Pio XII nella Mystici Corporis: “Mistero certamente tremendo né mai sufficientemente meditato, come cioè la salvezza di molti dipenda dalle preghiere e dalle volontarie mortificazioni a questo scopo intraprese dalle membra del mistico corpo di Gesù Cristo” (MC 42).

È vero che Cristo è l’unico Redentore.
Ma Cristo ci rende partecipi della redenzione: e non solo nel senso che la riceviamo, ma anche perché con le nostre penitenze ci facciamo ministri o canali dei meriti infiniti della sua passione.

Si tratta di un discorso analogo a quello della regalità di Gesù. Gesù è l’unico Re dell’universo. Ma vuole che tutti noi regniamo insieme con lui: “preparo per voi un regno” (Lc 22,29), “e regneranno nei secoli dei secoli” (Ap 22,5).

E' quindi richiesta una nostra cooperazione ANCHE ai patimenti di Cristo, perchè chi dice di crederLo e servirLo deve anche vivere come è vissuto Lui, e non sarà escluso nemmeno dalla Croce.
Il Padre ha chiesto a Gesù il Sacrificio, per espiare e redimere l’umanità peccatrice. Come a dire che nessuno, nemmeno il Verbo incarnato, il Capo del corpo mistico, è escluso dal doversi far carico delle conseguenze catastrofiche del peccato (anche altrui) e della ribellione a Dio (anche altrui). L’amore che Dio rivela consiste esattamente dell’oblazione di chi offre se stesso per questa missione.  In questa logica si capisce che oggi il corpo mistico (la Chiesa) di quel Capo (i tralci della vite) sta facendo esperienza delle conseguenze anche dell’allontanamento “di popolo” dalla volontà del Signore e il crollo di tanti edifici sacri storici e importanti, rivela un simbolismo terribile.
Le sciagure vanno lette con l’occhio di una fede cristianamente formata e che non dispera, mantenendo fisso lo sguardo sulla misericordia di Dio e sulla capacità di Dio di trarre il bene anche dal male, non deve venir meno la capacità di annunciare all’umanità la verità della purificazione, in vista della conversione. Viceversa, il perseverare nell’errore non impedirà altri cosiddetti castighi, ma soprattutto non consentirà di capirne il senso.

Cose anche molto difficili da digerire, ma che ci vogliono tutte far distaccare da un orizzonte troppo terreno: siamo in realtà inseriti in una prospettiva escatologica, su questa terra siamo di passaggio per formarci in vista dell’Aldilà.

Se ci si pone in una direzione spirituale, si comprenderà che Dio si serve anche della sofferenza per redimere gli uomini; anche Cristo infatti ha sofferto ed è morto per l’umanità, in questo sta il Mistero del Suo Sacrificio Redentivo. 
Dio dunque salva come vuole, anche attraverso la sofferenza, e domanda agli uomini talvolta di purificarsi anche attraverso la sofferenza, con i continui richiami a non indurire il cuore. 

Negare l'evidenza anche scritturale di tutto questo significa non riconoscere nè Dio nè il cristianesimo:  oggi invece si vuole dire di un Dio sempre misericordioso e anche mai Giudice, ma presentato così è quasi un'eresia.

Ma bisogna riconoscere che questo passaggio è una sorta di neodogma della Nouvelle Théologie, che traccia ha lasciato anche nella Gaudium Et Spes; si tratta cioè di una pretesa nuova relazione tra l'ordine naturale e il soprannaturale, quindi tra le entità Natura e Grazia. Nella fede, nella S. Scrittura, nella Patristica la grazia vince la natura; la stessa Risurrezione  è trionfo divino sulla natura tramite la sopranatura.  Ma già a partire da Henri De Lubac si vuole interpretare il soprannaturale già implicato nel naturale in automatico (negando la caduta, e la necessaria redenzione),  e la grazia pare già dovuta alla natura (come nella "Laudato si' "), quando invece la grazia  e il soprannaturale sono una rottura dalla natura, e un trionfo su di essa.

Che il terremoto sia la punizione di Dio per le unioni civili non lo sosterrei nemmeno io, e mi guarderei bene dal colpevolizzare le popolazioni colpite dai disastri....Anche se una degenerazione della vita comune e del popolo (non certo nelle zone terremotate), dell'imperizia pubblica dei custodi della fede e dello scandalo diffuso è ormai sotto gli occhi del mondo....

Ma se si fosse detto che il terremoto è una punizione di Dio per i peccati commessi contro 'madre terra', o contro "la Natura" (quasi personificata ormai, maiuscolo come Gaia e tutti gli idoli) nel senso del culto della terra, contro il punto Omega cosmico teilhardiano,
beh....mi sembra che allora il tutto si sarebbe inserito nel filone ideologico ecosolidale, di gran moda adesso,
e allora tutto sarebbe andato benissimo senza che nessuno avesse nulla da obiettare.

Preghiera per liberare Anime dal Purgatorio



 ORAZIONE DI SAN GREGORIO PAPA PER LA LIBERAZIONE DELLE ANIME SANTE DAL PURGATORIO  

Dopo aver recitato per un intero mese consecutivamente questa preghiera. Anche quell'anima che sarebbe condannata fino al giorno del giudizio, verrà liberata lo stesso giorno  

O Signore Gesù Cristo, questa orazione sia fatta a lode della Vostra ultima agonia, di tutte le piaghe, dei Vostri dolori, dei sudori e delle pene che Voi soffriste sul Calvario per amore nostro. Vi prego di offrire tutto il Vostro sudore, il Vostro Sangue, le Vostre Piaghe al celeste Padre per i peccati commessi dall'anima di..... Pater nostro, Ave Maria 
O Signore Gesù Cristo, questa orazione sia fatta a lode della Vostra ultima agonia, delle grandi pene, dei martiri, e di tutto ciò che per noi avete sofferto, specialmente allorché il Vostro Cuore fu squarciato. Vi prego di offrire i martiri e le pene Vostre al celeste Padre per tutti i peccati che ha commesso l'anima di.... In pensieri, parole, opere ed omissioni. Pater nostro, Ave Maria 
O Signore Gesù Cristo, questa orazione sia offerta in lode al grande amore che avesti per il genere umano e che Vi sforzò a venire dal Cielo in terra a patire pene, martiri, e la morte stessa. Vi prego per quell'amore con cui apriste il Paradiso all'uomo che con il peccato aveva perduto, degnateVi di offrire al Vostro celeste Padre i meriti infiniti per liberare l'anima di.... Da tutte le pene del Purgatorio. Pater nostro, Ave Maria 

Offerta  

Amabilissimo mio Gesù, Vi offro l'anima di.... E imploro sopra di lei uno ad uno, tutti i momenti, i patimenti, le azioni, le virtù, i meriti, le suppliche, i sospiri e i gemiti della Vostra Vita Santissima, Passione e Morte penosissima sulla Croce, il Sacro Sangue che spargeste per la nostra salvezza e redenzione con tutti i meriti del Cuore Divino di Maria Santissima, di S. Giuseppe e di tutti i Santi. Amen

venerdì 4 novembre 2016

Beata Anna Katharina Emmerick, Mistica, Religiosa

Profezie di Anna Katharina Emmerick (avute tra il 1820 e il 1823). 



"Vidi anche il rapporto tra i due papi... Vidi quanto sarebbero state nefaste le conseguenze di questa falsa chiesa. L’ho veduta aumentare di dimensioni; eretici di ogni tipo venivano nella città [di Roma]. Il clero locale diventava tiepido, e vidi una grande oscurità... Allora la visione sembrò estendersi da ogni parte. Intere comunità cattoliche erano oppresse, assediate, confinate e private della loro libertà. Vidi molte chiese che venivano chiuse, dappertutto grandi sofferenze, guerre e spargimento di sangue. Una plebaglia selvaggia e ignorante si dava ad azioni violente. Ma tutto ciò non durò a lungo".

"Vidi ancora una volta che la Chiesa di Pietro era minata da un piano elaborato dalla setta segreta, mentre le bufere la stavano danneggiando. Ma vidi anche che l’aiuto sarebbe arrivato quando le afflizioni avrebbero raggiunto il loro culmine. Vidi di nuovo la Beata Vergine ascendere sulla Chiesa e stendere il suo manto su di essa. Vidi un Papa che era mite e al tempo stesso molto fermo... Vidi un grande rinnovamento e la Chiesa che si librava in alto nel cielo".

"Vidi una strana chiesa che veniva costruita contro ogni regola... Non c’erano angeli a vigilare sulle operazioni di costruzione. In quella chiesa non c’era niente che venisse dall’alto... C’erano solo divisioni e caos. Si tratta probabilmente di una chiesa di umana creazione, che segue l’ultima moda, così come la nuova chiesa eterodossa di Roma, che sembra dello stesso tipo...".

"Ho visto di nuovo la strana grande chiesa che veniva costruita là [a Roma]. Non c’era niente di santo in essa. Ho visto questo proprio come ho visto un movimento guidato da ecclesiastici a cui contribuivano angeli, santi ed altri cristiani. Ma là [nella strana chiesa] tutto il lavoro veniva fatto meccanicamente. Tutto veniva fatto secondo la ragione umana... Ho visto ogni genere di persone, cose, dottrine ed opinioni.

C’era qualcosa di orgoglioso, presuntuoso e violento in tutto ciò, ed essi sembravano avere molto successo. Io non vedevo un solo angelo o un santo che aiutasse nel lavoro". Allora venne il Salvatore in persona vestito con l’abito sacerdotale...

"Vedo altri martiri, non ora ma in futuro...

Vidi le sette segrete minare spietatamente la grande Chiesa. Vicino ad esse vidi una bestia orribile che saliva dal mare...

In tutto il mondo le persone buone e devote, e specialmente il clero, erano vessate, oppresse e messe in prigione. Ebbi la sensazione che sarebbero diventate martiri un giorno.

"Vidi la Chiesa di San Pietro: era stata distrutta ad eccezione del Santuario e dell’Altare principale. San Michele venne giù nella chiesa, vestito della sua armatura, e fece una pausa, minacciando con la spada un certo numero di indegni pastori che volevano entrare".

"Vidi cose deplorevoli: stavano giocando d’azzardo, bevendo e parlando in chiesa; stavano anche corteggiando le donne. Ogni sorta di abomini venivano perpetrati là. I sacerdoti permettevano tutto e dicevano la Messa con molta irriverenza. Vidi che pochi di loro erano ancora pii, e solo pochi avevano una sana visione delle cose. Vidi anche degli ebrei che si trovavano sotto il portico della chiesa".

La dottrina protestante e quella dei greci scismatici devono diffondersi dappertutto. Ora vedo che in questo luogo la Chiesa viene minata in maniera così astuta che rimangono a mala pena un centinaio di sacerdoti che non siano stati ingannati.

Tutti loro lavorano alla distruzione, persino il clero. Si avvicina una grande devastazione".

"Quando vidi la Chiesa di San Pietro in rovina, e il modo in cui tanti membri del clero erano essi stessi impegnati in quest’opera di distruzione - nessuno di loro desiderava farlo apertamente davanti agli altri -, ero talmente dispiaciuta che chiamai Gesù con tutta la mia forza, implorando la Sua misericordia.

Allora vidi davanti a me lo Sposo Celeste ed Egli mi parlò per lungo tempo... Egli disse, fra le altre cose, che questo trasferimento della Chiesa da un luogo ad un altro significava che essa sarebbe sembrata in completo declino. Ma sarebbe risorta. Anche se rimanesse un solo cattolico, la Chiesa vincerebbe di nuovo

perché non si fonda sui consigli e sull’intelligenza umani".

Poi vidi che tutto ciò che riguardava il Protestantesimo stava prendendo gradualmente il sopravvento e la religione cattolica stava precipitando in una completa decadenza. La maggior parte dei sacerdoti erano attratti dalle dottrine seducenti ma false di giovani insegnanti, e tutti loro contribuivano all’opera di distruzione.

In quei giorni, la Fede cadrà molto in basso, e sarà preservata solo in alcuni posti, in poche case e in poche famiglie che Dio ha protetto dai disastri e dalle guerre".

"Vedo molti ecclesiastici che sono stati scomunicati e che non sembrano curarsene, e tantomeno sembrano averne coscienza. Eppure, essi vengono scomunicati quando cooperano con imprese, entrano in associazioni e abbracciano opinioni su cui è stato lanciato un anatema.

Era come se la gente si stesse dividendo in due fazioni".

"Vidi che molti pastori si erano fatti coinvolgere in idee che erano pericolose per la Chiesa. Stavano costruendo una Chiesa grande, strana, e stravagante. Tutti dovevano essere ammessi in essa per essere uniti ed avere uguali diritti: evangelici, cattolici e sette di ogni denominazione.

Così doveva essere la nuova Chiesa... Ma Dio aveva altri progetti".

"Nel centro dell’inferno ho visto un abisso buio e dall’aspetto orribile e dentro di esso era stato gettato Lucifero, dopo essere stato assicurato saldamente a delle catene…Dio stesso aveva decretato questo; e mi è stato anche detto, se ricordo bene, che egli verrà liberato per un certo periodo cinquanta o sessanta anni prima dell’anno di Cristo 2000.

"Gli ebrei ritorneranno in Palestina e diverranno cristiani verso la fine del mondo."

giovedì 3 novembre 2016

Padre Pio: Finito il tempo di meritare e di demeritare





"Una volta suonata la nostra ultima ora,
cessati i battiti del nostro cuore, tutto sarà finito per noi,
ed il tempo di meritare e quello pure di demeritare.*
Tali e quali la morte ci troverà,
ci presenteremo a Cristo giudice.
I nostri gridi di supplica, le nostre lacrime,
i nostri sospiri di pentimento,
che ancora sulla terra ci avrebbero guadagnato il cuore di Dio,
avrebbero potuto di noi fare,
con l'aiuto dei sacramenti, da peccatori dei santi,
oggi più a nulla valgono;
il tempo della misericordia è trascorso,
ora incomincia il tempo della giustizia." **

San Pio da Pietrelcina

_____________

_Quanto mai attuale, come ogni parola santa ispirata dal Dio che non passa e non cambia fisionomia a seconda delle voglie dell'uomo;

_* al v. 3 "....finito il tempo di meritare e quello pure di demeritare...."

si può riferire benissimo anche alla temperie attuale, della gran pubblicità alla dottrina della giustificazione luterana della salvezza senza meriti, da sempre osteggiata dalla Chiesa Cattolica, anatemizzata dogmaticamente e infallibilmente dal Concilio di Trento (DS, 1559; DS, 1561; DS, 1562; DS, 1574)
e invece riapparsa invertita nelle cronache di questi giorni da Lund.
Altro che "mantello di justitia aliena" che ci ricopre e ci fa sembrare giusti, come se Dio per i meriti di Gesù accogliesse nel Regno peccatori praticanti accanitamente fino all'ultimo giorno, e mai penitenti nè mai pentiti nè lasciatisi trasformare mai in santi in vita.

_** " il tempo della misericordia è trascorso,
ora incomincia il tempo della giustizia." 


Padre Pio riporta la dottrina così com è sempre stata.
Finchè siamo vivi, ogni giorno è buono per arrendersi al Signore: per pentirsi, fare frutti degni di ravvedimento, iniziare un percorso di rigenerazione e santificazione e salvarsi.

Oggi Gesù è ancora possibilità di salvezza.
Finito il tempo, rimane il giudizio.

Oggi è Salvatore, domani Giudice: non c'è contraddizione, è sempre Lui, sono 2 facce della stessa medaglia;
perchè la misericordia di Dio, l'àncora che ci getta affinchè ci pentiamo e ci lasciamo redimere e salvare,
non è scissa dalla Sua Giustizia.

Perchè è Dio di infinita bontà, sapienza e santità da non poter tollerare il peccato al suo cospetto, tanta è la Sua giustizia; 

per questo nella pienezza dei tempi si incarna/manda il Figlio, che espia, si sacrifica e risorge,
in modo che chiunque creda in Lui e in Lui, rispondendo al Suo amore, santifichi la propria vita, abbia parte coi Santi della luce;

Lo stesso Dio Santo dinanzi al quale nulla di impuro può sussistere, per il Suo amore e la Sua misericordia è lo stesso che si incarna in Cristo,  e paga al posto nostro il nostro peccato, per mandarci liberi ora, e alla vita eterna domani;

Ma chi rifiuta oggi scientemente e ostinatamente il giorno della salvezza, domani incontrerà il Giudice.

Questo perchè il Cristianesimo, Gesù Cristo stesso è Persona Vivente, e ci domanda un aut aut;
è già troppo tempo che da un "et, et ...", si è passati ad un "non solum sed etiam" e via aberrando...  

Ma Deus non irridetur: il Signore non si lascia prendere in giro...